Il vetro
di Murano
Il
XX secolo si apre a
Murano
in linea
con la tradizione: contrariamente a quanto succedeva in altri paesi, nei quali
la moderna produzione di vetro
si caratterizza per nuovi processi di lavorazione, nell’isola della laguna sono
le tecniche sperimentate da secoli a dar forma a vetri di stile più moderno. Il
vetro nelle sue possibili espressioni plastiche fu oggetto di indagine da parte
di Alfredo Barbini che modellò a caldo tutta una serie di sculture.
A tecniche tradizionali e antiche
quanto l’arte
del vetro ha rivolto la sua attenzione Archimede Seguso, che, a partire dagli
anni Cinquanta,ha realizzato con la filigrana, numerosi tessuti raffinati e
complessi.
Un gran fervore anima le fornaci muranesi
dagli anni Cinquanta in poi;la fornace di Paolo Venini, diretta dal 1959 dal
genero, Ludovico Diaz de Santillana, ha ospitato designers di ogni nazionalità e
al vetro
si sono dedicati anche i due figli di Ludovico, Alessandro e Laura, la quale con
il vetro-mosaico ha ideato, tra l’altro, una serie di piatti di singolare
bellezza.
Un gran numero di
artisti ha contribuito
a potenziare anche l’immagine della Salviati, di cui il collaboratore più
assiduo è stato il pittore Luciano Gaspari, che ha dato personalissime
interpretazioni a tecniche secolari, espresse con un raro senso d’equilibrio.
Accanto ad una produzione, spesso di
altissimo livello, ma sempre di serie, che ha visto fiorire anche fornaci dedite
esclusivamente alla produzione di vetri
da tavola (fra le quali meritano di essere ricordate la Nason & Moretti e la
Carlo Moretti),a Murano,oggi,
è di grande interesse lo sviluppo assunto dal vetro quale
espressione d’arte
pura a cui si dedicano quegli artisti che realizzano le loro opere, servendosi
delle fornaci
dell’isola, ma senza essere vincolati da legami di produzione seriale.
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| Eros |
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Ancora si usa la fornace, come mille anni fa, per ottenere gli
effetti, le trasparenze e i disegni voluti.
Il vetro, infatti, nasce da una miscela di sabbia e silice che, una
volta raggiunta una certa temperatura, diventa liquida per poi
solidificarsi, assumendo le forme volute dal mastro vetraio,
conservando la trasparenza dei liquidi ma assumendo forme solide.
Nascono così, dalle sapienti mani dei vetrai, eleganti
oggetti e forme
d’arredamento in vetro.

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